Morgue Tremens

Benvenuti nel blog del mio peggior nemico.

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Utente: ClericMorgue
Uno zero che insegue un grande nulla. Sono edonista, ateo,meteoropatico, spocchioso, smargiasso, presuntuoso, grassoccio, alcolizzato, vizioso, crapulone, merdoso, pigro, lascivo, vendicativo, trobadorico, triviale, apocrifo, bisestile, giambico, sinusoidale.

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domenica, 09 novembre 2008

Reborn

Madre di Dio.
Per quanto stracazzo di tempo ho lasciato che la polvere si depositasse tra le righe di questo blog? Eh no, è ora di riprendere in mano la situazione.
Stavo per vedere un film (Mullholland Drive), ma quel plasticoso aggeggio nero che mi separa dal monitor aveva nostalgia dei suoi polpastrelli preferiti.

Ma perché tutto sto tempo?
Ho forse avuto troppo da fare?
...forse ho avuto troppo poco da fare, per venire poi qua a raccontarlo?
...forse sono pigro pure per sfamare la mia tastiera?
...forse mi sono semplicemente dimenticato di avere un blog?
La verità, è proprio a metà. Nel bel mezzo di questo crocevia della morte (citazione per palatini finissimi).

Saltiamo i convenevoli...oggi devo portare sotto i riflettori una questione indispensabile per il proseguio dell'esistenza di noi tutti, vi presento dunque...

NONNA, WHAT DA HELL!?


Sì, lo dovevo fare da parecchio tempo.
Come fosse un dovere civico, non potevo esimermi dall'enfatizzare con azzardo l'infinita destrezza dialettica di cui dispone nientepopodimenoche mia nonna, la mia adorata nonnina.
Senza ulteriori proroghe devo specificare che lei vive a Roma, ma è nata è cresciuta nella provincia di Caserta; indipercui sarà (sin dal lontano 1931) il dialetto locale a fare da fondamenta per le le storpie aberrazioni cui darà vita mia nonna in età adulta.
Anzi, ma che cazzo vado blaterando, lei non storpia niente, lei parla proprio una lingua a sé stante, con una grammatica ben precisa. Altro che i marmocchi di oggi con i loro gerghi puerili, il loro slang posticcio e i loro stronzissimi sms smodatamente smielati e codificati.
D'ora in poi procederò schematicamente con i vari lemmi, per risultare più enciclopedico possibile.
Ok, apriamo le danze:


"Ahhh...qua è uno zuppatorio"
Credo voglia dire "questo luogo è quanto mai umido e l'aria è stantìa", come la radice zupp- lascia facilmente intuire.

"Sì tutt'mbruscinat
!"
Gente, cosa volete che aggiunga, a imbruscinare?. Seriamente mi preme di chiedere aiuto a chi ne sa più di me per avere riscontri etimologici, quello che immagino voglia dire, è "sporcare con fanghiglia e terriccio".

"Sèèèndi"
Semplicemente una variante colorita del nostro "ascoltami, dammi retta".

"T'agg'miss l'ocusti
arind'a ghiacciaie"
Recenti studi hanno ipotizzato che ciò possa voler dire "ti ho messo lo yogurt nel frigorifero". MAH.

"Shte cazz'e canicàtt...i' li shparass'a'ttutt'quand"
Notare come ILISHPARASSATTUTTQUAND, suoni estremamente fluido e musicale, quasi fosse un unico vocabolo. Il suo significato, oscuro ai più, si suppone sia "Questi cazzo di kamikaze...io sparerei a tutti". Zero tolerance.

"Tu 'nnada ì 'cchiù loc'bbascio...aggiuvist certi brutti niri pittati 'mbacci ca' ce ivano"
Tenetevi forte, perché qui la traduzione è pressoché sicura ma comunque il messaggio rimane criptato: "Tu non devi andare più laggiù...ho visto delle brutte persone di colore, dipinte in volto, che vi si recavano". Sfido chiunque a cercare di convincerla del contrario, dopo che ha avanzato le proprie ragioni con queste parole. Per la cronaca, quella persona brutta, nera e pittata, era Miguel, un ragazzo venezuelano (che lei ovviamente non conosce).

"T'aggiu'ritt'e no, chilli se fuman'e' siringhe!"
Ecco la risposta al mio timido tentativo di sensibilzzarla sulla diversità dell'etnie presenti sul nostro pianeta. "Ti ho detto di no, quelli fanno uso di sostanze illegali e stupefacenti!"

"Aggesùcristomio...(s)endiccà"
La s è appena percettibile, in ogni caso la traduzione è abbastanza intuitiva, "Oh Gesù Cristo mio...cosa mi tocca sentire". Questa fu la reazione al mio "Ma nonna...il Venezuela nemmeno sai dove sta, che t'ha fatto di male quello lì?"

"Chella zoccola! Essa e a mamm, una 'cchiuttroiennata"
La sua passione è sparlare della gente, oltre che imitarne l'espressione facciale (cosa vi perdete...), e come qui è facile capire, sta dicendo "Quella meretrice! Lei e la madre, una più incline dell'altra al bagordo e al gozzoviglio"

"Diumio, chillu (g)uaglion ns'pigli ma' schuorn quan'tene che magnà, m'par nu gnarauottl"
Test clinici dimostrano che svariate parole di questa frase, non esistono. D'altro canto, sospetto fosse una serie di simpatici epiteti con cui mia nonna soleva dipingere un mio cugino...come dire, rotondetto. "Mio Dio, su quel ragazzo non ricade mai una qualsivoglia inibizione quando deve mangiare, mi ricorda un rospo". Sì, rospo also known as g-n-a-r-a-u-o-t-t-l-(o)". Terrificante il modo in cui shcuorn ricorda per forma e semantica l'inglese scorn, "disprezzare", o "schernire".

"Aggi'accis n'aucert'pandàna abbasciagl'uort"
Che ci crediate o no, questo è il modo in cui lei direbbe "Ho ucciso una lucertola giù all'orto".

"Chillu cane m'hamiss'appaur...teneva nu capone...na cap'comm'nu sumaro"
Restando in tema di animali: una volta vide un cane nero di notevoli dimensioni pararsi imponente davanti la nostra macchina, e cacciò fuori questi versi che potremmo rendere con "Quel cinocefalo mi ha spaventato...la sua testa enorme troneggiava sul resto del corpo, aveva la testa di un ciuco"

"A notte nun gi'a dà-ì ngopp'a Aulepàr...ca ce sta ru'jatt'pezzìll"
In quella circostanza voleva redarguirmi poiché non digeriva le mie sortite notturne nel suo paesino, volte all'esplorazione della campagna circostante. Ciò che credo intendesse è "La notte non devi andare sulla Volpara (una collinetta poco distante dal paese, ndr), perché c'è il gatto selvatico!". Voglio che la vostra attenzione si posi sulle qualità mitologiche che mia nonna attribuisce a un normalissimo gatto, parlandone al singolare (poiché ru è l'equivalente di il) quasi fosse...che ne so, il Minotauro, o il Basilisco. Stando a quanto mi raccontano i suoi compaesani, tutto il mistero che avvolge quel felino - in realtà mai avvistato, manco fosse il Chupacabras - è dovuto a numerosi gallicidi verificatisi negli anni 50, quando mia nonna iniziò ad allevare pollame. Ne deriva dunque che quel gatto ha più di sessant'anni.


La prossima è purtroppo l'ultima, e mi preme specificare che fu rivolta direttamente al sottoscritto, alla tenera età di 10 anni, quando - ahimé - già dimostrava di essere poco propenso a studiare. Beh, ne sono passati quasi 12 di anni, e ancora mi sfugge cosa volesse dire mia nonna con quelle parole. E me ne rincresce, perché aveva tutta l'aria di uno di quei lapidari rimproveri a fin di bene.


"Virgì, i' te conoshco a te...tu sì lu re degl'auciegli"



NONNA WHAT DA HEEEEELLLLLLLLLL?!!??!!!!111111
postato da: ClericMorgue alle ore 13:00 | link | commenti (2)
categorie: sex , glottologia, ronaldinho, tokyo hotel
martedì, 13 maggio 2008

Bio/Considerazioni varie

Più che con un vero e proprio post, ho deciso di celebrare la nascita di questo blog con un revamp di vecchie righe, buttate giù tempo fa e riproposte previa correzione/modernizzazione.
Sì insomma revamp...un modo figo per dire riciclaggio. E non è nemmeno la prima volta che lo faccio!
A voi la responsabilità e il rischio di procedere con la lettura. Mi introdurrò (cercando di immaginare che interessi a qualcuno) in maniera più oggettiva possibile. Un pò come al liceo si guardava la pagella disastrosa di fine anno.



Morgue è fondamentalmente una nullità e un bastardo...e se ne compiace.
Morgue fa schifo pure ai dannati, quelli con le melme dell' Acheronte alla gola, quelli che se ne vanno a spasso con macigni enormi attaccati allo scroto, o quelli che hanno gli orifizi farciti di miele e sono punzecchiati a gogò da api grosse come lattine di Coca-Cola.
Spesso gli vengono rivolte accuse di insensibilità, cinismo, spocchiosità (Morgue in francese significa anche questo, del resto), indifferenza ed egoismo. Beh in molti hanno ragione, ma SOLO perchè egli è costretto a comportarsi così nei confronti di buona fetta dell' umanità.
Lui non voleva, era bravo e carino, gentile, sorridente, era un giovine aitante e di belle speranze, tipo quelli delle pubblicità. Una volta è andato pure in chiesa.
Nell' Acheronte sarebbe quello che, alla visione di suoi simili flagellati a colpi di remi e coperti di sputi, rimarrebbe a metà strada fra il gaudio e la noncuranza.
Per molti sarà triste leggerlo/saperlo/scoprirlo, ma è proprio quello il punto in cui si ritrova, ogni qualvolta una persona a lui distante, è afflitta da una qualsivoglia sventura. Non ci sono in lui solidarietà né partecipazione che si dèstino per tali eventi. Non si sente un dispensatore di commiserazione, né di buoni sentimenti vari. Non per volontà, ma per...non lo so. Ecco spiegate le accuse, dunque: semplicemente non lo sa, e non è così curioso di andarlo a scoprire.
Per il restante 0,034% delle persone, al contrario, praticamente raggiunge livelli di apprensività paranoici e ossessivi. Se sospetta che qualcuno possa aver frainteso un suo atteggiamento, una sua dichiarazione, diventa quasi morboso nella sua brama di chiarezza e quiete. E non per mantenere una chissà quale integrità o buona reputazione...visto che, tra l'altro, manca di entrambe. Piuttosto lo fa in qualità di persona sostanzialmente calma, che non approva ambienti tesi, frenetici, nervosi o eccessivamente caotici.
Con sé stesso è spesso severo, e questa sequela di constatazioni, ne è la prova schiacciante, vi sta praticamento dando gli elementi per distruggerlo.
Toh...butto qualche aggettivo più o meno calzante, tanto per descriverlo seguendo gli schemi: demotivato, vendicativo, Bukowskiano, lascivo, pensieroso, auto-celebrativo, distratto, introspettivo, poltrone, sedentario, accidioso, smargiasso, machiavellico, meteoropatico, antifascista, anticomunista...metallurgico, proteico, polifosfato, uggioso, transgenico, bisestile.
Detesta più o meno tutto quello che ha attorno, e detesta pure odiare le cose! Ma tutto questo senza motivi ben precisi...così, per inerzia. Come quando ti lanci di corsa per una discesa e provi a prevedere quanto tempo ti separa da 2 o 3 arti rotti, o da un volto brutalmente e irreversibilmente sfigurato.
Nasce nell' avvilente città di Milano, dove sua madre, 21 anni fa gli infligge la vita. In tenera età, tanto per migliorare le cose, viene sradicato e trasportato qui, nel centro del non-essere, dove anche i buchi neri vengono inghiottiti e divorati dalla paralizzante ignoranza e dallo stagnante degenero dell'umanità. Una discarica biologica, piena di incognite munite di arti, che vagano senza trovare pace, senza trovare spiegazione a tutti i respiri che prendono. Crescerà come un bambino pingue e felice, nonché rispettoso dei valori più vacui e infondati. Era lodevole nella sua incorrutibilità, una sorta di bonaria ingenuità, caratterizzata dalla volontà di rispettare indistintamente tutti, oltre che dall' applicazione dei miseri doveri di un undicenne.
Poi qualcosa andò storto, forse il cervello iniziò di colpo a funzionare troppo. Già, sarà impacciato, spaesato e disadattato in moltissime cose e situazioni…in altre, al contrario, gli riesce di pensare troppo e troppo veloce, di arrivare a conclusioni affrettate e assurde che ben pochi arriverebbero ad immaginare (fortunatamente per loro, data la vacuità e l'inutilità delle stesse), che hanno il solo scopo di destabilizzarlo. Come un uomo che affronta una gallina e cerca, mentre la scruta negli occhi apparentemente privi di ogni lume, di prevederne l'astuta tattica, è lei lì, se ne va a zonzo ruspando il terreno, cosciente del fatto che non è lei quella veramente stupida, che si danna per un cazzo. Il pennuto di turno giustamente se ne fotte, e non dà peso a questa accozzaglia di stronzate.

Lascio ora a voi il (dis)piacere di approfondire, e se mi evitate non mi offendo, tranquilli...o al limite mi offendo ma sono bravissimo a nasconderlo.
postato da: ClericMorgue alle ore 00:15 | link | commenti (4)
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