Più che con un vero e proprio post, ho deciso di celebrare la nascita di questo blog con un revamp di vecchie righe, buttate giù tempo fa e riproposte previa correzione/modernizzazione.
Sì insomma revamp...un modo figo per dire riciclaggio. E non è nemmeno la prima volta che lo faccio!
A voi la responsabilità e il rischio di procedere con la lettura. Mi introdurrò (cercando di immaginare che interessi a qualcuno) in maniera più oggettiva possibile. Un pò come al liceo si guardava la pagella disastrosa di fine anno.
Morgue è fondamentalmente una nullità e un bastardo...e se ne compiace.
Morgue fa schifo pure ai dannati, quelli con le melme dell' Acheronte alla gola, quelli che se ne vanno a spasso con macigni enormi attaccati allo scroto, o quelli che hanno gli orifizi farciti di miele e sono punzecchiati a gogò da api grosse come lattine di Coca-Cola.
Spesso gli vengono rivolte accuse di insensibilità, cinismo, spocchiosità (Morgue in francese significa anche questo, del resto), indifferenza ed egoismo. Beh in molti hanno ragione, ma SOLO perchè egli è costretto a comportarsi così nei confronti di buona fetta dell' umanità.
Lui non voleva, era bravo e carino, gentile, sorridente, era un giovine aitante e di belle speranze, tipo quelli delle pubblicità. Una volta è andato pure in chiesa.
Nell' Acheronte sarebbe quello che, alla visione di suoi simili flagellati a colpi di remi e coperti di sputi, rimarrebbe a metà strada fra il gaudio e la noncuranza.
Per molti sarà triste leggerlo/saperlo/scoprirlo, ma è proprio quello il punto in cui si ritrova, ogni qualvolta una persona a lui distante, è afflitta da una qualsivoglia sventura. Non ci sono in lui solidarietà né partecipazione che si dèstino per tali eventi. Non si sente un dispensatore di commiserazione, né di buoni sentimenti vari. Non per volontà, ma per...non lo so. Ecco spiegate le accuse, dunque: semplicemente non lo sa, e non è così curioso di andarlo a scoprire.
Per il restante 0,034% delle persone, al contrario, praticamente raggiunge livelli di apprensività paranoici e ossessivi. Se sospetta che qualcuno possa aver frainteso un suo atteggiamento, una sua dichiarazione, diventa quasi morboso nella sua brama di chiarezza e quiete. E non per mantenere una chissà quale integrità o buona reputazione...visto che, tra l'altro, manca di entrambe. Piuttosto lo fa in qualità di persona sostanzialmente calma, che non approva ambienti tesi, frenetici, nervosi o eccessivamente caotici.
Con sé stesso è spesso severo, e questa sequela di constatazioni, ne è la prova schiacciante, vi sta praticamento dando gli elementi per distruggerlo.
Toh...butto qualche aggettivo più o meno calzante, tanto per descriverlo seguendo gli schemi: demotivato, vendicativo, Bukowskiano, lascivo, pensieroso, auto-celebrativo, distratto, introspettivo, poltrone, sedentario, accidioso, smargiasso, machiavellico, meteoropatico, antifascista, anticomunista...metallurgico, proteico, polifosfato, uggioso, transgenico, bisestile.
Detesta più o meno tutto quello che ha attorno, e detesta pure odiare le cose! Ma tutto questo senza motivi ben precisi...così, per inerzia. Come quando ti lanci di corsa per una discesa e provi a prevedere quanto tempo ti separa da 2 o 3 arti rotti, o da un volto brutalmente e irreversibilmente sfigurato.
Nasce nell' avvilente città di Milano, dove sua madre, 21 anni fa gli infligge la vita. In tenera età, tanto per migliorare le cose, viene sradicato e trasportato qui, nel centro del non-essere, dove anche i buchi neri vengono inghiottiti e divorati dalla paralizzante ignoranza e dallo stagnante degenero dell'umanità. Una discarica biologica, piena di incognite munite di arti, che vagano senza trovare pace, senza trovare spiegazione a tutti i respiri che prendono. Crescerà come un bambino pingue e felice, nonché rispettoso dei valori più vacui e infondati. Era lodevole nella sua incorrutibilità, una sorta di bonaria ingenuità, caratterizzata dalla volontà di rispettare indistintamente tutti, oltre che dall' applicazione dei miseri doveri di un undicenne.
Poi qualcosa andò storto, forse il cervello iniziò di colpo a funzionare troppo. Già, sarà impacciato, spaesato e disadattato in moltissime cose e situazioni…in altre, al contrario, gli riesce di pensare troppo e troppo veloce, di arrivare a conclusioni affrettate e assurde che ben pochi arriverebbero ad immaginare (fortunatamente per loro, data la vacuità e l'inutilità delle stesse), che hanno il solo scopo di destabilizzarlo. Come un uomo che affronta una gallina e cerca, mentre la scruta negli occhi apparentemente privi di ogni lume, di prevederne l'astuta tattica, è lei lì, se ne va a zonzo ruspando il terreno, cosciente del fatto che non è lei quella veramente stupida, che si danna per un cazzo. Il pennuto di turno giustamente se ne fotte, e non dà peso a questa accozzaglia di stronzate.
Lascio ora a voi il (dis)piacere di approfondire, e se mi evitate non mi offendo, tranquilli...o al limite mi offendo ma sono bravissimo a nasconderlo.